Oasi di Zello (27-28 giugno 2020)

Aver trascorso un paio d'ore in relax alle terme del Villaggio della Salute Più prima di andare a dormire ha in parte mitigato lo stress causato dalle vicissitudini del nostro arrivo. La mattina siamo pertanto più calmi e riposati e scendiamo di buon umore a fare colazione al ristorante Panoramico. L'obiettivo è quello di sfruttare l'ingresso previsto dalla promozione (camera+acquapark)  presso l'Oasi Naturista di Zello, che dista appena 3 Km dal villaggio e che vorremmo raggiungere in bicicletta. Dal momento che il pernottamento è solo per una notte, saldiamo il nostro conto e chiediamo informazioni sulle modalità di accesso all'Oasi il cui orario di apertura è lo stesso di quello dell'acquapark, dalle 10:00 alle 19:30.
Gentilmente la signora alla cassa ci lascia il numero di telefono di Sergio, il referente sul posto. Chiamiamo subito e Sergio,  che scopriremmo più tardi essere la vera anima naturista dell'oasi,   ci fornisce utili indicazioni e consigli, ci informa che il luogo è molto isolato e non c'è la possibilità di acquistare cibo, troveremo solo acqua di fonte da bere, pertanto torniamo al ristorante e ci facciamo preparare un paio di panini. 

L' Oasi di Zello

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Dal Villaggio della Salute risaliamo per 1,5 chilometri la strada provinciale fino a che, in prossimità del ponte sul Sillaro, troviamo una strada sterrata sulla destra. Non possiamo sbagliare perchè un grande cartello indica la direzione da prendere per raggiungere l'oasi. La strada è in parte sterrata, non proprio agevole per le bici in quanto si trovano spesso grosse pietre sulla carreggiata, ma se non altro i tratti di salita più ripida sono stati lastricati con gettate di cemento che la rendono più praticabile sia per le auto che per noi che abbiamo voluto sperimentare la salita in bici. Nonostante la pedalata assistita delle nostre 2 Atala la fatica è davvero tanta e ci dobbiamo fermare un paio di volte, ma finalmente arriviamo alla meta. Sono quasi le 10:00, Sergio è già sul posto e ci accoglie da ospite impeccabile, ci indica dove possiamo lasciare le bici all'ombra, ci illustra le regole del luogo, come utilizzare la piscina e l'idromassaggio, dove sono i bagni e le docce e come usare i lettini che egli stesso sanifica uno ad uno tutte le sere alla chiusura. 
L'oasi, che si trova a circa 400 metri slm, è ricavata in un antico podere, e presenta tre grandi prati adibiti a solarium ombreggiati in parte da alte piante di castagno. All'interno della casa colonica di sasso del 1200 è stata ricavata una sauna che, purtroppo viste le restrizioni Covid, non è funzionante. Ci ripromettiamo di tornare per provarla un giorno o l'altro a emergenza finita, le pareti in sasso le danno un tocco di naturalezza rustica che lascia presupporre ottime e rilassanti sedute. Subito dietro la casa colonica è stata eretta una tensostruttura all'ombra della quale ci sono alcuni tavoli dove gli ospiti possono consumare i loro pasti. 

La nostra permanenza all'Oasi

Iniziamo la giornata con un bel bagno ristoratore in piscina. Si tratta di una vasca di una decina di metri di lunghezza per 3 o 4 di larghezza riempita con acqua termale scaldata a 33°C, teoricamente la stessa temperatura dell'acqua della grande piscina del Villaggio della Salute anche se, trovandosi all'aperto ed esposta perennemente al sole, la temperatura molto spesso viene tenuta un po' più bassa. Le restrizioni imposte dal Covid consento accesso in vasca oltre al massimo a nove persone contemporaneamente. 
A seguire passiamo all'idromassaggio. Qua le regole consento l'accesso a una persona per volta o, al massimo, a due persone in coppia purchè familiari o conviventi. Inoltre, per evitare l'intorbidimento dell'acqua, per entrare in vasca occorre avere il corpo pulito da creme e oli abbronzanti, quindi nel caso fare la doccia e lavarsi bene col sapone prima. 
La nostra giornata continua fino a sera in pieno relax e abbronzatura integrale, inframmezzata da frequenti docce e bagni in piscina, ma anche di piacevoli pause all'ombra dei castagni durante le ore più calde.
Molto piacevole anche la camminata naturista suggeritaci da Sergio che, da un sentiero che sale nel bosco, permette di fare il giro panoramico alto dell'oasi e godere di una invidiabile vista sulla valle del Sillaro sottostante. 
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Il secondo giorno

Il sabato naturista all'Oasi di Zello è stato positivo, l'affluenza non esagerata di pubblico ci ha consentito piacevoli momenti di relax.  Alla sera scendiamo a Castel San Pietro Terme dove abbiamo prenotato una stanza all' hotel Castello, un 4 stelle che ci ha piacevolmente sorpreso per il rapporto qualità prezzo (69 € una camera matrimoniale, incluse le due colazioni) e soprattutto per la cura e attenzione alla sanificazione durante le operazioni di check-in e check-out.  La sera, su consiglio dall'impiegato dell'hotel,  ceniamo presso un ristorante tipico la Cicceria dove, ovviamente, preparano carne alla griglia e altre specialità del posto.
La mattina di domenica, dopo colazione, ci fermiamo al supermercato Coop per comprare un po' di cibo, quindi torniamo su a Zello, questa volta però saliamo in auto.
La giornata si preannuncia molto calda e infatti nelle ore più calde il sole non si regge proprio. Anche l'affluenza è nettamente superiore al giorno prima, alcuni arrivano soli, ma la maggior parte sono coppie di tutti i generi. Il limite delle 9 persone in piscina è spesso raggiunto e quindi non riusciamo a fare bagni frequenti. Restiamo comunque fino alle 18:00 poi ci avviamo verso casa.
Il primo weekend di vacanza post-Covid si chiude così: abbiamo scoperto una nuova possibile destinazione per le nostre peregrinazioni future, una piccola oasi naturista dove rilassarsi in libertà alle porte di Bologna.  

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