Ciclabile Brunico - Campo Tures (9 agosto 2015)

In questo secondo weekend di agosto decidiamo di fare una pedalata in montagna. Le nostre ferie le abbiamo già fatte in luglio e quindi, come del resto facciamo tutti gli anni, lanciamo tra gli amici del gruppo whatsapp "Cicloturismo d'Agosto" qualche idea per trascorrere insieme un paio di giorni, con quelli che sono a casa nel periodo ferragostano.

Alla fine, dopo un breve giro di consultazioni, ci ritroviamo in tre coppie disponibili a partire: la meta prescelta è Brunico e l'obiettivo è quello di fare la ciclabile Brunico - Campo Tures e della Valle Aurina.  


Giorno 1 - sabato

Partiamo il sabato nel primo pomeriggio con le nostre biciclette al seguito. In quattro dividiamo lo spazio di un camper,  mentre gli altri due usano la loro auto, un Berlingo sul quale hanno efficacemente predisposto uno spartano vano letto con materassino gonfiabile e tendine oscuranti per la privacy.

Traffico permettendo (8 agosto è ahimè da bollino nero) il programma del sabato prevede di trascorrere le ultime ore prima della chiusura al Cron4 di Brunico.  I nostri amici non sono assolutamente esperti di saune e centri benessere e soprattutto non si sono mai avvicinati alla cultura nordica della sauna senza costume. Hanno comunque manifestato la volontà di provare e quindi noi siamo certi che il Cron possa rappresentare un buon trampolino di lancio.        

Come immaginato, e come altamente prevedibile, l'autostrada del Brennero è purtroppo tutta una lunga coda, impieghiamo più di quattro ore dal casello di Reggiolo-Rolo a Bressanone. Usciamo infatti  dall'autostrada che mancano una decina di minuti alle 19 e, considerato che da Bressanone a Brunico ci sono altri 30 Km, ci rendiamo conto che è troppo tardi per una puntata significativa al Cron.  Decidiamo allora di cambiare programma: faremo le ultime tre ore all' Acquarena, dalle 19 fino all'orario di chiusura, poi mangeremo qualcosa al ristorante della struttura (il Grissino, ristorante che mette insieme sotto lo stesso tetto la tradizione della cucina tipica sudtirolese, con quella italiana della pizza e quella asiatica), poi ci trasferiremo a Brunico per pernottare presso l'area sosta di Stegona.  

L'acquarena a quest'ora è perfettamente vivibile, ormai il grosso della gente se ne è andato (oppure è ancora bloccato in autostrada), e noi riusciamo a goderci le nostre tre ore in pace e in pieno relax,  un paio di bagni nell'idromassaggio esterno, una bio sauna, facciamo anche in tempo a partecipare all'ultimo Aufguss della giornata nella sauna finlandese interna.

Poi, come da piano, ceniamo al ristorante e ci mettiamo in viaggio per Brunico, dove arriviamo a mezzanotte, parcheggiamo e nell'area di sosta e ci mettiamo a dormire.

Il cartello della ciclabile nel comune di Gais
Il cartello della ciclabile nel comune di Gais

Giorno 2 - domenica

Dopo una notte piuttosto freddina trascorsa in camper, alle otto ci svegliamo e impieghiamo un'oretta buona nei preparativi per la partenza: due passi per sgranchire le gambe un po' intirizzite, indossiamo gli abiti da ciclista, scarichiamo le bici e ci rechiamo in centro a Brunico per una buona colazione ristoratrice. Quindi partiamo alla volta di Campo Tures. Le indicazioni per raggiungere la ciclabile sono chiare ed è impossibile sbagliare, da queste parti si sviluppa davvero una diversa concezione della mobilità, le strade sono progettate per favorire gli spostamenti di tutti i mezzi, biciclette comprese. La ciclabile Brunico-Campo Tures inizia a nord dell'abitato. Per imboccarla, dal centro storico seguiamo le indicazioni per Campo Tures e Valle Aurina utilizzando le comode ciclo-pedonali ricavate a lato della strada principale, fino alla grande rotonda sulla circonvallazione. Qui prendiamo il sottopasso e quando usciamo dalla parte opposta ci troviamo praticamente di fronte all'inizio della ciclabile. Dopo circa un chilometro percorso a fianco della strada provinciale svoltiamo a destra e pedaliamo fino a destinazione tra i campi, finalmente lontano dai rumori del traffico.

Questa ciclabile, come leggiamo sui cartelli posti all'ingresso delle varie località che attraversiamo (San Giorgio, Gais, Villa Ottone, Caminata), è stata realizzata con soldi pubblici su terreni messi a disposizione dai relativi proprietari. Un bell'esempio di collaborazione pubblico-privato, è difficile qua da noi che  le amministrazioni riescano a trovare la stessa disponibilità dei proprietari: espropri, liti, ricorsi, sono purtroppo all'ordine del giorno.


Percorso ciclabile a Campo Tures
Percorso ciclabile a Campo Tures

La mattinata trascorre veloce, pedalando allegramente in compagnia sul percorso sostanzialmente in pari della ciclabile, copriamo con facilità e rapidamente i 15 km che ci separano da Campo Tures. E' ancora abbastanza presto e quindi decidiamo di proseguire ancora un po' inoltrandoci in Valle Aurina. Per imboccare l'altra ciclabile ci spostiamo a nord dell'abitato, in zona Castello. Qua, in corrispondenza del caratteristico ponte di legno coperto sul torrente Aurino, attraversiamo la strada provinciale e imbocchiamo la ciclabile della Valle Aurina.

A differenza della precedente questa ciclabile è un po' più difficile perchè si sviluppa su stradine forestali sterrate in salita e su percorsi ciclopedonali che portano alla stazione a valle della funivia Speikboden prima e al paese di Lutago poi. Da Lutago è possibile poi proseguire sempre in salita lungo la valle Aurina, ma qui il percorso ciclabile è parzialmente realizzato con tratte su strade secondarie e con alcune parti da fare sulla strada principale fino a San Giacomo. Infine, proseguendo sempre lungo la strada principale si raggiunge Predoi e Casere, a 1600 m di altitudine.  

Visto l'orario, arriviamo in bici fino a Lutago, quindi imbocchiamo la via del ritorno in modo da essere a Campo Tures in tempo utile per pranzare al ristorante Rosmarin, presso l'Aparthotel Central, un ottimo ristorante che conosciamo molto bene per le nostre passate frequentazioni.  

Nel primo pomeriggio, dopo una veloce tappa alle sempre suggestive Cascate di Riva (solo alla cascata bassa, per vedere le altre due cascate bisogna salire a piedi per il sentiero) ripercorriamo il percorso al contrario e torniamo a Brunico dove abbiamo lasciato i nostri mezzi. Purtroppo ci attende un rientro da bollino nero.