Alpinpool (4 gennaio 2013)

INFORMAZIONI GENERALI

Qualche giorno fa sono stato a Maranza in val Pusteria, per trascorrere le vacanze sulla neve con la famiglia. Il paese, caratteristico altoatesino con case, pensioni, hotel e masi, ben disposti verso sud nell’area più soleggiata dell’altopiano, si trova a 1400 mt di altezza e da qui si può salire con la funivia alle piste dello Gitschberg. Dopo una mattinata passata sugli sci ci siamo concessi qualche ora di relax all’Alpinpool, la piscina con annesso centro benessere che si trova nel centro del paese, di fianco alla scuola di sci e alla pista veloce per slittini.

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Ingresso


L’Alpinpool è un edificio di costruzione abbastanza recente, col tetto caratteristico in legno, che si sviluppa su due piani. Il parcheggio è gratuito e sufficientemente ampio e, se si arriva presto, prima della fine della giornata sciistica (il reparto saune apre alle 14:00), si trova facilmente posto. L’accesso alla struttura avviene da una porta anonima, senza cartelli o scritte particolari, che si raggiunge dal parcheggio scendendo per alcuni gradini. Da qui, sollevando un po’ lo sguardo verso il primo piano, si può notare la grande cabina per la sauna finlandese esterna, installata su alcuni pilastri e collegata all’edificio principale mediante una passerella in legno chiusa lateralmente. Soluzione davvero originale ed efficace per un ampliamento avvenuto a posteriori. Gli orari d’apertura in questo periodo vanno dalle 13:00 alle 21:00 per la piscina, dalle 14:00 alle 21:30 per la sauna, tutti i giorni senza giorno di riposo.

Dopo aver varcato la porta d’ingresso si accede ad un piccolo atrio, spoglio e deserto. L’unica porta esistente si apre sul bar-bistrò e quindi si intuisce subito che non esiste una vera e propria biglietteria. Il biglietto d’ingresso infatti si acquista alla cassa del bar. Qui il barista vi fa lo scontrino e vi applica un braccialetto rosso che sta ad indicare l’autorizzazione ad accedere alla zona wellness. Il prezzo singolo giornaliero per piscina e sauna è davvero buono, solo 14,00 euro. Se poi si soggiorna negli hotel o garni convenzionati, si può usufruire di uno sconto del 25% (noi infatti abbiamo pagato 10,50 euro). Il braccialetto non è di quelli magnetici, quindi gli armadietti si chiudono con il vecchio metodo della moneta da 2 euro da inserire nell’apposito contenitore e questo comporta la scomodità di doversi poi portare appresso le chiavi.


ZONA WELLNESS

Lasciati gli indumenti nello spogliatoio comune si sale al primo piano dove si incontra una porta in metallo, tipo tagliafiamme, che reca la scritta "Sauna - Zona nudista". Al di là della porta si entra nella zona wellness dell’Alpinpool che è così strutturata:sulla sinistra, separate dal corridoio di passaggio con un discreto tendaggio a bande verticali, due zone relax con divanetti imbottiti e lettini a dondolo, sulla destra si trovano nell’ordine una piccola sauna finlandese (accesa solo in caso di grande afflusso), il bagno turco, le docce e la bio-sauna. Di fronte alle docce, sulla sinistra tra una zona relax e l’altra, c’è una doppia porta che conduce alla passerella esterna e quindi alla grande (una ventina di posti seduti) sauna finlandese pensile. Al termine del corridoio mediante una stretta scaletta a chiocciola si può salire al “solarium” che non è altro che un soppalco su cui si aprono grandi vetrate dalle quali si gode una  invidiabile vista delle dolomiti. 

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zona wellness

Le nostre tre ore e mezza di relax sono state piacevoli e tranquille, forse grazie anche all’afflusso non certo entusiasmante dei clienti, complessivamente una quindicina di persone. Abbiamo iniziato col bagno turco, poi un paio di saune finlandesi, quindi una sauna bio e poi un'altra finlandese. Da provare, dopo aver fatto la sauna, la sosta di qualche minuto sulla passerella esterna per massaggiare i piedi e le gambe con la neve. E’ invece un esperienza unica durante il relax nell’intervallo tra una sauna e l’altra, comodamente distesi sui lettini del solarium, poter assistere al sole che, tramontando, illumina le cime delle Odle e le Dolomiti di una luce quasi innaturale. Tutto sommato possiamo dire una buona esperienza in un ambiente piccolo ma dignitoso, carente delle proposte più complete e diversificate che caratterizzano i centri più grandi, tipo Cron, Acquarena o Acquain, ma comunque ritagliata bene per il tipo di pubblico che in questo periodo è quello di rientro dalle piste da sci.